Come il vino è diventato sciroppo?

Nella maggior parte delle lingue europee, il nome del vino deriva dal latino vinum. Nel mondo arabo, invece, è più diffusa la radice lessicale šarāb (vedi Galleria, immagine 1).
Tuttavia, per indicare il vino si usa generalmente la parola khamr (خمر), non šarāb. Il termine khamr significa originariamente «coprire» o «nascondere» e allude all’effetto dell’alcol, che offusca o «copre» la mente.
La parola araba šarāb (شراب) significa più genericamente «bevanda» e deriva dalla radice Š-R-B, che significa «bere». Sebbene in alcuni contesti storici potesse riferirsi anche a una bevanda alcolica, il suo significato principale è rimasto quello di «bevanda».
Quando il termine fu preso in prestito dal persiano, il suo significato si restringette e šarāb iniziò a indicare il vino o una bevanda alcolica. Dal persiano passò poi alle lingue turche e dell’Asia centrale, dove conserva ancora oggi questo significato. Ad esempio, il turco şarap, l’uzbeko sharob e il kazako şarap significano tutti «vino».
La stessa parola arrivò anche nelle lingue europee, ma seguendo un percorso diverso. Nella medicina araba medievale, šarāb indicava spesso una bevanda medicinale zuccherata. Da questo uso derivò il latino medievale sirupus, poi il francese antico sirop e infine l’inglese syrup, da cui proviene anche la parola estone siirup.
L’evoluzione della parola può essere riassunta così:

1. arabo šarāb – «bevanda»;
2. medicina araba medievale – bevanda medicinale zuccherata;
3. latino medievale sirupus;
4. francese antico sirop;
5. inglese syrup;
6. estone siirup.

Da un’unica parola araba si sono quindi sviluppate due diverse linee di significato: a est è arrivata a significare «vino», mentre a ovest ha dato origine alla parola «sciroppo». In arabo, invece, šarāb è rimasto un termine generico per indicare una bevanda, poiché per il vino esisteva già una parola specifica: khamr.

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